Ho avuto l’onore di intervenire presso il Senato della Repubblica in occasione del convegno “Intelligenza Artificiale e Human Security: proteggere l’uomo nell’era degli algoritmi“, promosso dal Senatore Andrea De Priamo, che desidero ringraziare per aver favorito un confronto di alto profilo su una delle questioni più strategiche per il futuro delle nostre società.
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi trasformazioni del nostro tempo. Una rivoluzione destinata a modificare il modo in cui lavoriamo, comunichiamo, produciamo conoscenza e prendiamo decisioni. Una trasformazione che offre opportunità straordinarie, ma che pone al tempo stesso interrogativi profondi sul ruolo delle istituzioni, sulla tutela dei diritti e sulla capacità di preservare la centralità della persona in un contesto sempre più influenzato dagli algoritmi.
Ritengo che il dibattito sull’intelligenza artificiale non possa essere affrontato esclusivamente dal punto di vista tecnologico. La questione riguarda innanzitutto la qualità della nostra democrazia e la capacità delle istituzioni di accompagnare il cambiamento attraverso una visione fondata sulla responsabilità, sulla trasparenza e sul bene comune.
Quando parliamo di Human Security, infatti, parliamo della necessità di garantire che l’innovazione rimanga uno strumento al servizio dell’uomo. Significa interrogarsi sulle implicazioni etiche delle nuove tecnologie, sulla protezione dei dati personali, sulla sicurezza delle infrastrutture digitali e sulla tutela dei diritti fondamentali in una società sempre più interconnessa.
Le istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo. Non devono limitarsi a rincorrere l’innovazione, ma devono essere in grado di governarla, orientandola verso obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusione sociale e progresso collettivo. Questo richiede competenze, capacità di visione e soprattutto investimenti nella formazione delle persone.
È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’impegno della Scuola Nazionale di Educazione Civica – Fondazione Campus Montecitorio. Sono convinto che la cittadinanza del XXI secolo debba necessariamente confrontarsi con le grandi trasformazioni tecnologiche in atto. Formare cittadini consapevoli significa offrire strumenti per comprendere il funzionamento delle nuove tecnologie, valutarne le opportunità e i rischi e partecipare con responsabilità al dibattito pubblico.
L’educazione civica non può più essere considerata soltanto come conoscenza delle istituzioni e dei principi costituzionali. Oggi deve includere anche la capacità di interpretare fenomeni complessi come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, la gestione dei dati e l’impatto delle tecnologie sui processi democratici. Solo attraverso una maggiore consapevolezza sarà possibile affrontare il cambiamento senza subirlo.
Per questa ragione la Scuola Nazionale di Educazione Civica ha scelto di dedicare uno specifico momento di approfondimento al tema “Human Security e Intelligenza Artificiale”, coordinato dal Team Leader William Nonnis. Un’iniziativa che si inserisce all’interno di un più ampio percorso volto a promuovere una cultura della responsabilità pubblica e della partecipazione consapevole.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Senatore Andrea De Priamo per aver promosso questa importante occasione di confronto, a Carlo Rosini, CEO di Postel, per il contributo offerto al dibattito e per la visione condivisa sul rapporto tra innovazione e responsabilità, e a Virginia Saba, Direttrice MontecitorioNews24 per la professionalità con cui ha guidato i lavori.
Sono convinto che il compito delle istituzioni sia quello di accompagnare il progresso senza rinunciare ai principi che definiscono la nostra identità democratica. L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma il suo successo dipenderà dalla nostra capacità di mantenere al centro la persona, i suoi diritti e la sua dignità. È questa la sfida che siamo chiamati ad affrontare e che richiede, oggi più che mai, visione, responsabilità e coraggio.
